L’animatore digitale

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8.5  L’animatore digitale

L’Animatore digitale è una funzione strategica prevista e definita dalla legge di Riforma (La buona scuola) come azione #28 (p. 117). Affianca il Dirigente e il Direttore dei Servizi Amministrativi (DSGA) nella progettazione e realizzazione dei progetti di innovazione digitale contenuti nel PNSD. Per rafforzare il carattere innovativo ma anche istituzionale di questa figura, il MIUR svilupperà modalità di un canale privilegiato con le nuove figure professionali. Gli Animatori digitali presenteranno  progetti di campata annuale  che, una volta approvati, saranno inseriti nel piano dell’offerta formativa (POF) e pubblicati anche sul sito della scuola e nel tempo saranno oggetto di uno specifico monitoraggio per la valutazione dell’efficacia da parte del Ministero. 

Con la nota prot. n. 17791 del 19 novembre scorso il Miur ha fornito le prime indicazioni sul ruolo di questa nuova figura e sui suoi compiti principali:organizzazione della formazione interna, delle attività dirette a coinvolgere la comunità scolastica intera e individuazione di soluzioni innovative metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola.

In particolare, gli obiettivi che l’Animatore digitale dovrà realizzare nel prossimo triennio sono:

  1. la formazione interna: stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD, attraverso l’organizzazione di laboratori formativi (senza essere necessariamente un formatore), favorendo l’animazione e la partecipazione di tutta la comunità scolastica alle attività formative, come ad esempio quelle organizzate attraverso gli snodi formativi;
  2. favorire il pieno coinvolgimento della comunità scolastica: favorire la partecipazione e stimolare il protagonismo degli studenti nell’organizzazione di workshop e altre attività, anche strutturate, sui temi del PNSD, anche attraverso momenti formativi aperti alle famiglie e ad altri attori del territorio, per la realizzazione di una cultura digitale condivisa;
  3. la creazione di soluzioni innovative: individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola (es. uso di particolari strumenti per la didattica di cui la scuola si è dotata; la pratica di una metodologia comune; informazione su innovazioni esistenti in altre scuole; un laboratorio di coding per tutti gli studenti), coerenti con l’analisi dei fabbisogni della scuola stessa, anche in sinergia con attività di assistenza tecnica condotta da altre figure.

 

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