Finalità e obiettivi del curricolo

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10.1  Finalità e obiettivi del curricolo

La finalità del primo ciclo di istruzione è la promozione del pieno sviluppo della persona.

La scuola concorre con le altre istituzioni a rimuovere ogni ostacolo alla frequenza scolastica, previene l’evasione dell’obbligo, combatte la dispersione, cura l’integrazione degli alunni disabili e stranieri.

Fin dai primi anni del percorso formativo, la scuola svolge un fondamentale ruolo educativo e di orientamento fornendo all’alunno l’occasione per capire se stesso, per prendere consapevolezza delle sue potenzialità e risorse, per progettare nuove esperienze e verificare gli esiti conseguiti. Il compito specifico del primo ciclo è quello di promuovere l’alfabetizzazione di base attraverso l’acquisizione  dei linguaggi simbolici che costituiscono la struttura della nostra cultura in un orizzonte allargato alle culture altre con cui conviviamo. E’ compito peculiare di questo ciclo scolastico, porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva potenziando ed ampliando gli apprendimenti promossi nella scuola dell’infanzia.

Obiettivi irrinunciabili dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità che si realizzano nel dovere di scegliere ed agire e che implicano l’impegno di elaborare idee e promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita.

Il primo ciclo, nella sua articolazione di scuola primaria e secondaria di primo grado, persegue efficacemente le finalità che gli sono assegnate nella misura in cui si costituisce come un contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi e a garantire il successo formativo per tutti gli alunni.

L’Istituto Comprensivo Giorgio Perlasca ha elaborato il Curricolo di Istituto alla luce delle “Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’infanzia e del primo ciclo di Istruzione”. Il testo è entrato in vigore con il D.M. n. 254 del 16 nov. 2012 e sostituisce sia le Indicazioni Nazionali del 2004 che le Indicazioni per il Curricolo del 2007. Questa normativa presenta un curricolo basato sulle competenze: ribadisce il riferimento al quadro Europeo delle competenze chiave dell’apprendimento permanente; indica il profilo formativo dello studente in uscita dal primo ciclo di istruzione, stabilisce il curricolo verticale dai 6 ai 15 anni, come continuità effettiva.

Si passa dalla scuola del programma basato sugli obiettivi di apprendimento, alla scuola del curricolo e  delle competenze. Il Consiglio d’Europa stabilisce le otto competenze chiave per l’apprendimento permanente, comune a tutti gli Stati membri:

  1. la comunicazione nella madre lingua.
  2. la comunicazione  nelle lingue straniere:
  3. le competenze matematiche, scientifiche e tecnologiche:
  4. la competenza digitale:
  5. imparare ad imparare;
  6. le competenze sociali e civili;
  7. lo spirito d’iniziativa e di imprenditorialità;
  8. consapevolezza ed espressione culturale.

Lo Stato indica le finalità generali (Indicazioni Nazionali), stabilisce  gli Obiettivi formativi e quelli specifici di apprendimento con i relativi traguardi per lo sviluppo delle competenze per  ogni disciplina. Non stabilisce i livelli di padronanza delle competenze, l’offerta formativa è prescrittiva ma non gli standard di apprendimento; stabilisce le discipline e gli orari obbligatori; fissa gli standard relativi alla qualità del servizio; stabilisce i sistemi di valutazione.

Ogni singola scuola elabora il proprio Curricolo di Istituto; è l’espressione della libertà di insegnamento e dell’autonomia scolastica; esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità dell’Istituto; sviluppa e organizza la ricerca e l’innovazione educativa.

Anche nella legge 107/2015, “La Buona Scuola”, si parla ampiamente di autonomia scolastica ed in particolare del curricolo verticale, quello di Istituto, attraverso il quale le diverse scuole possono esprimere la propria identità in relazione agli insegnanti e ai contenuti che si vogliono privilegiare con i metodi di insegnamento.

L'Istituto Comprensivo "G. Perlasca"  punta ad ottenere una riqualificazione dell’offerta formativa attraverso attività integrative che possono essere svolte tramite l’organico funzionale e risorse stanziate per queste attività. Una scuola deve poter offrire risorse che rispondano alle esigenze del territorio in cui opera e la soluzione per raggiungere questa autonomia dipende proprio dalla differenza che queste attività integrative possono fare nell’offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche. L’organico funzionale è, quindi, lo strumento ideale per poter fornire l’autonomia alla scuola poiché può agire in una duplice direzione. Da una parte può fungere da strumento orizzontale permettendo alle reti di scuole di condividere i docenti che ne fanno parte e le loro conoscenze e progettualità. Dall’altra la funzione dell’organico funzionale è quella di una integrazione verticale poiché i docenti di tale organico possono essere impiegati in quello che è sicuramente uno dei punti deboli della nostra istruzione: gli snodi di passaggio tra un ciclo e l’altro. I principali problemi della scuola sono stati evidenziati nel passaggio dalla scuola dell’infanzia a quella primaria e, ancora di più, da quella primaria a quella secondaria di primo grado quando il repentino cambio dell’insegnamento è fortemente sentito dai ragazzi anche a causa dell’orientamento in entrata e in uscita.

L’offerta formativa del nostro Istituto Comprensivo  è in grado di fornire una risposta adeguata in questa situazione e i docenti dell’organico funzionale, proprio grazie al curricolo verticale, riescono a intervenire nella scuola proprio su questi punti deboli. Le comunicazioni con i colleghi dell’organico stesso appartenenti agli altri cicli possono potenziare l’orientamento in entrata e in uscita riuscendo a fornire quella integrazione che è l'obiettivo principale del nostro curricolo verticale. 

 

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